Hai 1.000 € al mese da investire in pubblicità e due piattaforme che promettono clienti. Dove li metti? La risposta corretta non è “dipende”: è una domanda precisa sul tuo cliente. Ecco il criterio, i numeri e gli errori da evitare.
Il criterio: domanda esistente o domanda da creare
Google Ads intercetta chi sta già cercando. Se qualcuno scrive “idraulico Pisa”, “software gestionale ristorante” o “scarpe trail running donna”, ha un bisogno e lo sta cercando ora. Google ti mette davanti a quella persona in quel momento. Funziona benissimo per servizi, prodotti cercati per nome o categoria, emergenze, B2B.
Meta Ads (Facebook e Instagram) crea la domanda. Nessuno cerca “coperta ponderata” alle 23 scorrendo Instagram, ma se la vede, la vuole. Meta funziona per prodotti visivi, impulsivi, nuovi, per brand con una storia da raccontare e per il retargeting di chi ha già visitato il sito.
Domanda guida: il mio cliente sa già di volere ciò che vendo e lo cerca? Se sì, parti da Google. Se no, parti da Meta. Spesso la risposta è “entrambi, con pesi diversi”.
Quanto budget serve davvero
Sotto una certa soglia le piattaforme non raccolgono abbastanza dati per ottimizzare. Indicativamente:
- Google Search: almeno 15-20 € al giorno (450-600 €/mese) per settore, di più dove il costo per clic è alto (assicurazioni, legale, finanza, dove un clic può costare 5-15 €).
- Meta: almeno 15-20 € al giorno per campagna di acquisizione; il retargeting può partire da 5 € al giorno.
Con 1.000 € al mese: una piattaforma, una campagna fatta bene, 4-6 settimane di test. Con 3.000 €: Google Search per la domanda calda, Meta per prospecting e retargeting. Chi ti propone cinque campagne su tre piattaforme con 500 € di budget sta vendendo a sé stesso, non a te.
Cosa misurare (prima di spendere un euro)
Il tracciamento è il 50% del risultato. Senza conversioni corrette, Google e Meta ottimizzano verso obiettivi sbagliati o inesistenti. Prima del lancio servono:
- GA4 configurato con gli eventi che contano (lead, acquisto, chiamata, WhatsApp).
- Pixel Meta con eventi standard e, meglio, API di conversione lato server.
- Conversioni Google Ads importate o configurate, con valore quando possibile.
- Consenso cookie a norma con Consent Mode v2, altrimenti in Europa perdi una fetta di dati e rischi sanzioni.
- Un numero target: quanto puoi pagare un cliente? Se un cliente vale 500 € di margine, un costo per acquisizione di 80 € è ottimo; a 400 € stai lavorando per Google.
Gli errori che bruciano i primi 1.000 €
- Il pulsante “Metti in evidenza” su Instagram. Non è una campagna, è una donazione a Meta.
- Mandare traffico alla home page invece che a una pagina costruita per convertire.
- Cambiare tutto ogni tre giorni. Gli algoritmi hanno bisogno di 1-2 settimane di dati stabili.
- Parole chiave generiche su Google senza corrispondenza a frase o esatta e senza negative: paghi clic di chi cerca tutt’altro.
- Una sola creatività su Meta. Dopo due settimane stanca e il costo sale. Servono varianti continue.
- Nessun retargeting. Il 97% dei visitatori non compra alla prima visita: tornare davanti a loro costa poco e rende tanto.
Un piano per i primi 90 giorni
Mese 1: tracciamento, una campagna Search su parole ad alto intento (o una campagna Meta di prospecting se vendi un prodotto visivo), budget contenuto, nessuna modifica per 10 giorni.
Mese 2: tagliare ciò che non converte, aggiungere retargeting sull’altra piattaforma, testare 3-4 nuove creatività o annunci.
Mese 3: scalare gradualmente ciò che sta sotto il costo per acquisizione target (+20% di budget a settimana, non il doppio in un giorno), introdurre Performance Max o campagne di catalogo se hai un e-commerce.
In sintesi
Google per chi ti sta già cercando, Meta per chi non sa ancora di averne bisogno. Budget minimo 500-600 € al mese per piattaforma, tracciamento perfetto prima di partire, pazienza per 4-6 settimane. Se vuoi che ce ne occupiamo noi, la gestione campagne parte da 390 €/mese, con report settimanale e nessun vincolo annuale.
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